I consiglieri Sipap all'Ordine degli Psicologi del Lazio: Barbato, Montanari, Gubinelli, Bizzarri, Tibaldi.
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La Politica degli
Strapuntini di "AltraPsicologia"
di
Lelio Bizzarri
“Divide et Impera. In politica si utilizza questa espressione, per definire una strategia finalizzata al mantenimento dell'egemonia su un territorio e/o su una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell'opposizione in modo che non possa riunirsi per perseguire un obiettivo comune” - Wikipedia.
Trasposta nella politica
della nostra professione, questa strategia sta dando frutti
rigogliosi a “Cultura & Professione”, che da 10 anni esercita la
propria pesante egemonia sulla frammentata realtà dei liberi
professionisti. Allo stesso modo, “Altra Psicologia” sta
rendendo un grande servigio a “Cultura & Professione”,
conducendo la solita campagna diffamatoria contro la Sipap e le
persone che la compongono, rifiutando la possibilità di
un’alleanza per costruire un movimento unitario dei liberi
professionisti. A suo tempo (elezioni ENPAP 2009), l’AUPI e
“Cultura & Professione” hanno incassato e ringraziato, oggi,
rischiamo nuovamente che C&P si giovi di questa miope strategia
politica.
Nell’ultimo strumentale attacco alla Sipap Lazio, AP accusa la
nostra candidata Claudia Montanari di dirigere la Scuola di
Counselling ASPIC, alla quale si possono iscrivere anche non
psicologi. È vero? Sì. E' scandaloso? Assolutamente No. Nessun
danno per la professione psicologica, tutt’altro. La stragrande
maggioranza delle persone che si iscrivono alla Scuola di
Counselling ASPIC sono infermieri, insegnanti, fisioterapisti,
impiegati, operatori di assistenza ad anziani e disabili, ed
altri lavoratori del settore sociale e sanitario che intendono
acquisire competenze relazionali che migliorino la qualità del
proprio lavoro. Il proprio lavoro non il nostro. In questo modo,
tante persone si avvicinano alla psicologia, tanti psicologi
lavorano nella formazione e valorizzano la loro mission.
Inoltre, non esiste alcun corso di Astrocounselling
dell’Aspic, la solita informazione “taroccata”, quella si,
costruita estrapolando da un sito e un curriculum di un
counselor un dato personale che nulla ha a che fare con le
attività formative ufficiali dell’Aspic. Questo è il modo di
“dis-informare” i colleghi con “vili” attacchi personali, questa
è la credibilità da urlatore e strillone di Piccinini, enfant
terrible, ancora preso da dinamiche di contro-dipendenza
dall’autorità e dal potere che ne deriva, lo stesso che vorrebbe
conquistare.
Congrua a questo proposito l’immagine del “piccinino” (dialetto
toscano) urlante che accompagna l’articolo di Piccinini, peccato
che sia incongruo per un professionista più che quarantenne, ma
si sa, in Italia i “bamboccioni” “so regazzi”, fino a
ottant’anni.
Adesso, qualche domanda su AP. Qualcuno ha capito quale sia la
politica di “Altra Psicologia”?
1) Combattere tutte le professioni limitrofe che
operano nell’area della relazione d’aiuto. Peccato che non
si possa combattere ciò che è legalmente e legittimamente
garantito dalla legge.
2) Perseguire chi abusa degli strumenti riservati
agli Psicologi. Che obiettivo politico è? La legge va
rispettata e chi trasgredisce paga. E poi, davvero si pensa che
gli psicologi lavorino poco per colpa di coloro che abusano
della professione psicologica? Questo spostamento d’accento è
tipico dei gruppi senza idee che cercano capri espiatori.
3) Qualunque scelta pur di essere eletti.
Sapevate che AP in Veneto è alleata con la Sipap? E sapevate che
AP Lombardia ha accolto nella propria lista la candidatura di
una storica dirigente del MoPI, Anna Barracco, garante da sempre
dell’assunto politico: “la Psicologia è di tutti” (counselor,
psicopedagogisti, pedagogisti clinici, conversazionisti
filosofi, ecc.)? E ancora: la rappresentante di AP in Emilia si
ricandida con la lista dell’AUPI. Davvero strano che AP nel
Lazio non sappia cosa fa AP nel Veneto, in Lombardia e in
Emilia. Una coerente politica a geometria variabile. I voti, per
AP, sono come la “pecunia”, “non olet”.
4) Sapevate che AP ha discusso con la Sipap per tre
mesi, a cavallo dell’estate, al fine di costruire un programma
politico-elettorale comune e che il lavoro si è concluso
positivamente? Proprio così: eravamo d’accordo su tutto!
Peccato che ci si è arenati per banali motivi
economico-organizzativi, la Sipap Lazio proponeva che ogni
candidato contribuisse con mille euro alle spese per la campagna
elettorale. Davanti al portafoglio la politica arretra e, subito
dopo, il potenziale alleato diventa nuovamente un nemico.
5) Adesso, parliamo del conflitto di interesse che
piace tanto ad AP! Pochi sanno che Piccinini e
l’amministratore di “Obiettivo Psicologia” alias “Opsonline”.
Mentre AP urla a tutela dei poveri giovani contro le scuole di
psicoterapia che li sfruttano e li affamano, l’azienda di
Piccinini vende pubblicità alle stesse e la propone proprio a
quel target che AP afferma di voler proteggere: i giovani
psicologi. Chi, a questo punto, in pieno conflitto di interesse,
sfrutta i colleghi? Chi vende servizi formativi o chi incassa
dalla vendita della pubblicità di questi servizi e la propina a
psicologi in cerca di sbocchi professionali? E che dire della
scuola di Counselling Psicologico gestita sempre dall’azienda
amministrata da Piccinini? Come mai si accanisce tanto contro il
counselling e poi vende, di fatto, formazione di base a
psicologi studenti, laureati meno, che hanno già da tre a cinque anni di percorso
universitario sulle spalle? Per AP sia la “pecunia” sia i “voti”
non “olet”, da dove vengono vengono.
6) In ultimo! Perché una organizzazione che dice di
voler cambiare la politica di categoria propone solo due
candidature, in un Consiglio di quindici dove la maggioranza per
governare è di almeno otto consiglieri? Che affidabilità
politica può dare chi, in tanti anni, non è riuscito nemmeno a
costruire una organizzazione all’altezza delle sfide politiche
che vuole affrontare? Piccinini e Torricelli chiedono due
strapuntini solo per sedere nella stanza dei bottoni, ma senza
alcuna possibilità di incidere. A loro non importa se rivince
“Cultura & Professione”. Vogliono solo esserci. Colleghi, non
sprecate due preferenze.
