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Bilancio Consuntivo 2010: un famelico bisogno di fare cassa.
Nella seduta del Consiglio dell’OdP Lazio del 29 aprile 2011, si e’ approvato, con i 9 voti favorevoli della coalizione di maggioranza e i 5 voti contrari dell’Opposizione, il bilancio consuntivo 2010 dell’Ordine.
Il teorema della Presidente Zaccaria e del Tesoriere D’Aguanno e’ che tutto vada bene e che, anzi, l’ente registra un avanzo di gestione di 104 mila euro.
Ma la fotografia scattata dal rendiconto sottoposto alla valutazione del Consiglio è ben diversa!
Dopo 10 anni durante i quali l’Ordine è stato governato da Cultura&Professione, il ristagno della professione ha messo in ginocchio centinaia di colleghi che si sono trovati nell’ impossibilità di pagare le quote d’iscrizione.
Oggi la maggioranza di Consiglio si sveglia con un FAMELICO BISOGNO DI FARE CASSA per fare fronte alle dissennate spese che l’Ordine affronta e dovra’ affrontare nei prossimi anni, per assecondare i narcisismi del Presidente Zaccaria.
Il fenomeno non e’ limitato a qualche decina di colleghi scriteriati e sprovveduti che hanno dimenticato di versare la quota: al 1° gennaio 2010 l’entita’ delle quote pendenti ammontava alla somma di ben 776.157,19 euro. Dal 2010 la coalizione di maggioranza facente capo al gruppo di Cultura&Professione ha avviato le procedure di recupero delle quote non riscosse, arrivando persino ad affidarsi alla società di recupero crediti Equitalia. Solo nel 2010 sono state recuperate quote per un ammontare pari a 427.004,24 euro con grande sacrificio da parte di quegli iscritti che di colpo si sono trovati di fronte alla necessita’ di versare all’Ordine centinaia di euro in brevissimo tempo per evitare le sanzioni.
Una drastica opera di risanamento per un Ordine che nel 2009 chiudeva con un disavanzo di gestione pari a 227 mila euro. Oggi il Tesoriere ci dice che l’Ordine registra un utile netto di 104 mila euro, ma cio’ e’ dovuto al fatto che nel bilancio 2010 sono stati inseriti ben 517 mila euro di crediti verso gli iscritti: in sostanza oggi l’Ordine registra un utile solo perche’ ha dilazionato i pagamenti verso i propri fornitori in attesa di recuperare tutte le quote in sospeso. Nel frattempo però ci sono oneri che non possono essere assolutamente dilazionati pena sanzioni: su tutti, gli oneri per il personale che ammontano, al 31 dicembre 2010, alla discreta sommetta di 775.979,78 euro.
Questa la situazione a fine 2010, ma le previsioni per il prossimo anno sono anche peggiori: come gia’ sapete per volere della Zaccaria l’Ordine si e’ impegnato per 1 milione e 316 mila euro per i prossimi 6 anni per ristrutturare e affittare la nuova sede, inoltre nel 2010 è stato votato dalla maggioranza un aumento della pianta organica passando dai 18 dipendenti attuali ai 24 nel futuro prossimo: negli anni passati i costi per il personale hanno inciso sul budget dell’Ordine quasi per la meta’, con questo aumento quanto andranno ad incidere?
E’ evidente che la coalizione di maggioranza fa fede sull’inesauribile disponibilita’ degli psicologi a fare sacrifici per un Ordine che non fa niente per promuovere la professione e ha una scarsissima capacita’ di farsi valere con le altre istituzioni per tutelarci. Nel frattempo il Tesoriere rende noto al Consiglio che a circa 2 mesi dall’invio dei MAV per il pagamento della quota 2011, dopo l’aumento a 160,00 euro, devono ancora essere riscossi 1 milione e 708 mila euro: quale sara’ l’ammontare realmente incassato nei prossimi 8 mesi?
Incrociamo le dita e concludiamo il nostro resoconto con un estratto della dichiarazione di voto contrario che i consiglieri Sipap Barbato, Bizzarri, Gubinelli, Montanari e Tibaldi hanno firmato e depositato agli atti del Consiglio di ieri e che vi invitiamo a leggere per esteso nel documento allegato:
“La SIPAP investe dal 2009 una somma di circa 8 mila euro l’anno, provenienti dal sostegno dei suoi singoli iscritti, per organizzare il Mese del Benessere Psicologico, un’iniziativa che sta gradualmente coinvolgendo le Istituzioni pubbliche come la Regione, la Provincia e il Comune, offrendo alla cittadinanza momenti di confronto, servizi e opportunita’ di promozione della professione. I colleghi hanno in tal modo la possibilita’ di farsi conoscere e mettere a disposizione le proprie competenze nel contesto sociale.
Se un investimento di soli 8.000 euro riesce a creare cosi’ importanti ricadute di immagine e professionali, potete immaginare quante attivita’ proficue e utili alla collettivita’ potrebbero essere impiantate, anche solo con una parte dei 249.000 euro residui a disposizione dell’Ordine, per iniziative a supporto della professione dei tanti iscritti?”

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