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O.d.P. del Lazio - Raffica di sanzioni per gli iscritti morosi e Conti in rosso. Ecco gli effetti della finanza creativa di Cultura&Professione


Resoconto della IV seduta del Consiglio
26 aprile
2010 - I parte - Bilancio

di Massimo Gubinelli

 

Cari colleghi,

eccoci arrivati alla 4^ puntata del Consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.

Nel menù odierno dell'OdG, finalmente sono presenti meno punti da discutere! Siamo contenti di questo risultato, dal momento che nell precedenti riunioni, la maggioranza si è presentata con almeno 23 punti da dibattere.
Oggi ne discutiamo 'soltanto' 13 e, tra le diverse questioni, due sono quelle che
attirano la nostra attenzione e meritano la prerogativa sulle altre, in termini di interesse generale per la categoria:

-
l'approvazione del Bilancio Consuntivo 2009 dell'Ordine;
-
la trasparenza nell'attribuzione degli incarichi nei gruppi di lavoro.

BILANCIO 2009

Ad illustrare il Bilancio del 2009 sono presente la Dr.ssa Dalia Bardini - Commercialista - e l'Avv. Claudio Fano - Revisore dei conti - insieme al Tesoriere e al Presidente dell'Ordine, i colleghi Mario D'Aguanno e Marialori Zaccaria. Ci vengono illustrati i vari capitoli che compongono il Bilancio e la situazione economica e finanziaria generale. L'obiettivo della discussione è chiaramente quello di arrivare all'approvazione o meno di esso.

Gradualmente, nel corso della riunione, emerge che le questioni più dibattute sono, da parte della maggioranza quella dei morosi (i cattivi), da parte di Piccinini, come regolarci con i versamenti al Nazionale. Come SIPAP restiamo a sentire perplessi.

Per la prima questione, i morosi, i cui mancati pagamenti contribuiscono ad un mancato introito di 800 mila euro (in 11 anni - 290 mila nel solo 2009), D'Aguanno sottolinea di come l'inghippo per avere maggiore speranza di recupero dipenda da una procedura troppo farraginosa e lenta, per la quale solo dopo due anni è possibile istruire le pratiche. Intanto Cultura&Professione avanza l’ipotesi di mettere a punto un protocollo per il recupero crediti che partendo dalla lettera esortativa, passi di volta in volta a misure più coercitive per costringere gli iscritti non in regola a pagare.

La Zaccaria sostiene che questa è la vera sofferenza dell'Ordine che, probabilmente, porterà a richiedere quote non più a gennaio ma a dicembre! Non capiamo. Perchè questa necessità!? Che c'entra?

Piano piano capiamo che verso fine anno l'Ordine va in sofferenza economica (non ci sono più soldi) e fa difficoltà a corrispondere ai fornitori, e a tutte le spese programmate con chiunque. La politica è quella di ritardare tutti i pagamenti! Quindi anche spettanze ai dipendenti, contributi previdenziali, ecc. Iniziano a sorgere preoccupazioni che come SIPAP iniziamo a rivolgere ai nostri interlocutori. La sensazione che si avverte, sia nelle presentazioni che nelle risposte, è che vi sia la tendenza a far vedere che tutto va bene e questo non ci rasserena.

La sintesi che facciamo è la seguente: stiamo sul filo del rasoio e l'unico strumento che abbiamo per non andare in rosso, è quello di dilazionare nel tempo i pagamenti. La commercialista ci risponde che è normale fare così, si tratta dell'abilità del buon amministratore. Bah, sarà! Andiamo avanti.

La cifra nei forzieri al 31 dicembre è di 200 mila euro, ma a fronte dei citati 800 mila euro di mancate entrate, siamo esposti per altrettanti 800 mila euro di uscite. Il problema che ravvisiamo è che mentre gli 800 mila euro di entrate, come ci dice a più riprese il Tesoriere, non sono certe e anzi sembra che il trend di mancati versamenti degli iscritti è in aumento, le spese preventivate invece sono certe, anche se verranno differite. A riprova di questo c'è il fatto che nel 2009, l'anno elettorale, l'Ordine è andato in passivo di ben 227 mila euro e intaccando, di una percentuale pari al 40%, l'avanzo di gestione degli anni precedenti (536 mila euro circa nel 2008, ora ridotti a 310 mila ca.).

Se ne evince che la condotta finanziaria, rebus sic stantibus, dovrebbe essere improntata ad una maggiore parsimonia, vale a dire che si dovrebbe far meno conto su un attivo che in realtà non c'è. Lo stesso avvocato-revisore suggerisce che aumentare di molto il bilancio preventivo è rischioso. Insomma, siamo un Ordine tendenzialmente esposto, non con le banche per fortuna, ma con i fornitori, i clienti, i colleghi, un po' con tutti.

Continueremo a vigilare sulle spese e sulla revisione dei crediti!!

Tutto ciò è indicativo e ci spinge a concentrare l'interesse sulla vera questione, quella politica, che vogliamo rappresentare con due significative quanto semplici domande:

1. Come vengono spesi i soldi e perchè? Stiamo parlando di un ammontare annuo di circa 2 milioni e 200 mila euro (tolti il 9% di morosi, facciamo 2 milioni di euro);

2. Perché una quota consistente di colleghi ogni anno non paga l'Ordine, pur essendo una tassa?

Pongo la domanda e abbozzo l'ipotesi — rinforzata dalla scarsa partecipazione al voto di dicembre — che si tratti di disaffezione. Iniziamo a discuterne. De Dominicis (C&P), non è convinto che il 9% non paghi per disaffezione e chiede: "perche non ragioniamo, allora, sul perché il 91% lo paga?". Mi sembra una “grande osservazione” per evitare di discuterne. L'intenzione è comunque quella di discuterne in Consiglio in un altro momento. Fatto sta che per esplicita ammissione dei Consiglieri di Cultura&Professione molti degli iscritti morosi, hanno affermato di non aver più pagato la quota per l’iscrizione all’Ordine perché hanno cambiato professione. Una realtà che dovrebbe far trasalire chi gestisce un ente che ha il compito di promuovere la categoria, al contrario queste affermazioni sono cadute nella più gelida indifferenza: ai Consiglieri di Cultura&Professione è del tutto indifferente che centinaia di colleghi abbiano abbandonato la professione perché non riuscivano a viverci, così come non interessa la precarietà nella quale versa la stragrande maggioranza di essi.

Per avere un'dea di come sono spesi i 145 euro di quota annuale di ciascun iscritto, questo è la sua ripartizione:

47 euro se ne sono andati per gli stipendi. Non si può di certo dire che questo Ordine Professionale non dia lavoro alle altre categorie. Abbiamo una pianta organica da fare invidia!

17 euro sono state spese per le indennità degli Organi Istituzionali.

4 per le Commissioni (anche se non si sa bene cosa abbiano fatto).

20 euro per le iniziative culturali (per lo più utilizzate in campagna elettorale dalla maggioranza).

12 euro per le consulenze.

14 per le spese di beni di consumo e servizi volti a mantenere i locali e le attrezzature.

23 euro per pagare la burocrazia dell'Ordine Nazionale.

6 euro per le tasse e altre piccole cose.

Quanto spende l'Ordine per la promozione professionale della nostra quota?

Euro 2!!! Ebbene si, solo l'1,5%!!! Che equivalgono ai 32 mila euro per l'Ufficio Stampa.

Sempre per restare nell'ambito della prima domanda, illustriamo di seguito il dettaglio del bilancio per chiarire come l'attuale maggioranza investe i soldi degli iscritti (tra parentesi le percentuali di incremento delle spese rispetto all’anno precedente):

Euro 790 mila - Stipendi = 37% (+ 17,24%);

Euro 288 mila - Organi Istituzionali = 13% (+ 55%) così suddivisi:

Euro 68 mila - Commissioni e gruppi di lavoro = 3% (+ 19,92%)

Euro 348 mila - Spese svolg. attrib. istituzionali = 16% (+ 19,92%) così suddivisi:

Euro 450 mila - Spese per beni consumo e servizi = 20% (+ 13,80%) così suddivisi:

Euro 385 mila - Ristorno quote al Consiglio Nazionale Psicologi = 17%

Euro 86 mila - Oneri Finanziari e tributari (Tasse) = 4% (- 10,7%)


Totale spese Euro
2.433.568,00 = 110% (+ 14,73%)

Totale entrate Euro 2.206.345, 59 (- 4,41%)

Totale a pareggio Euro -227.222,41 (Perdita 2009)  

... che fine ha fatto l'approvazione?

E' stato approvato, senza il supporto della SIPAP che ha pronunciato la seguente dichiarazione di voto di cui riportiamo la parte finale:

"... riteniamo che un Ente impostato in modo che il 72% del suo budget sia investito annualmente per il suo funzionamento, c'è solo un modo per chiamarlo: burocratico!
Ebbene si! Tenere l'Albo (un elenco di colleghi) e gestire gli organi costa circa 1 milione e 595 mila euro!
Ciò significa che l'Ente spende tre quarti del suo budget per il suo funzionamento. Se togliamo le spese per i servizi, quelli per i materiali di consumo e per gli affitti, la quota per l'Ordine Nazionale di circa 385 mila euro (un'altra burocrazia che serve a sovvenzionare altre 21 persone), quello che resta è una quota minimale di circa 350 mila euro. Questa somma, l'unica effettivamente libera (16%), è investita, come abbiamo visto, per le attività culturali come il notiziario, i convegni, i seminari, che sono scelte in modo discutibile e spesso poco trasparente, se non clientelare.

Ci asteniamo perché così concepita l'attività dell'Ordine si configura come una burocrazia che serve solo ad autoalimentarsi ed è di scarsissima utilità per gli psicologi.
Il voto non è contrario (per ora), perché l'approvazione concerne la redazione tecnico-contabile (sulla quale, come detto, avanziamo pure delle perplessità) e non le scelte politiche rispetto alle quali siamo assolutamente contrari!
Fondamentale sarà la discussione del Bilancio Preventivo, previsto per il prossimo mese di ottobre, per spostare l'asse degli investimenti in direzioni più consone alle esigenze dei colleghi ed in modo particolare per la promozione professionale."

Un caro saluto a tutti - Massimo Gubinelli - massigubbi@tiscali.it

 

 

 

 

 

                       

 


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