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I consiglieri Sipap all'Ordine degli Psicologi del Lazio: Barbato, Montanari, Gubinelli, Bizzarri, Tibaldi.
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Iniziative
dei soci
C. Piroli, C.
Montanari e A. Iannazzo
Il corpo
integrato
Edizioni Scientifiche ASPIC.
Info
06.89280157
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Durante l’ultima riunione del Consiglio svoltasi il 14 giugno, un punto all’odg è stato: ”Decisioni in merito a determinazione dotazione organica”.
Attualmente l’organico dell’Ordine degli psicologi del Lazio è composto da 21 unità, delle quali 3 lavorano presso sedi distaccate.
Può essere utile a chi legge sapere, indicativamente, che l’organigramma dell’Ordine del Lazio si articola in due macro aree: Relazioni interne e Relazioni esterne, a loro volta articolate in Centri di Responsabilità a cui afferiscono servizi e uffici.
A questo punto si potrebbe commentare dicendo: “ eh quindi, qual è il problema?”.
I Consiglieri di maggioranza hanno presentato una delibera con la quale si ravvisa la necessità di elevare a 24 unità suddetta dotazione organica, causa notevole e continuo incremento del numero di iscritti all’Ordine; tale incremento produce sicuramente anche un aumento di lavoro a carico dei dipendenti e da qui la proposta di implementare l’organico.
I Consiglieri Sipap, letta la delibera sottoposta a votazione, hanno espresso perplessità rivolta non alla eventuale necessità di implementazione e alla possibilità di valorizzazione delle risorse interne, quanto piuttosto alla modalità con la quale la maggioranza presenta i punti all’odg. Abbiamo fatto notare che nella delibera non è fatto alcun riferimento né lontano accenno ai costi che ciò comporterebbe per l’Ordine. Ancora una volta, la maggioranza presenta una delibera che “manca” di una parte sostanziale e di informazioni non condivise con la minoranza.
Inoltre, la maggioranza ha spiegato che l’approvazione della delibera non significa assumere domani le nuove unità, bensì soltanto allargare la pianta organica e quindi prevedere sin da ora la possibilità che in futuro sia necessario assumere nuovo personale.
Ma la delibera recita: “Il Consiglio,…, delibera di rideterminare la dotazione organica dell’Ente, elevando da n.10 a n.11 le posizioni di area B e da n.10 a n.12 le posizioni di area C; di approvare il prospetto della dotazione organica risultante dalle predette modifiche…tot. 24 unità”. Allora, perché presentare una delibera che lascia intendere assunzioni a breve e poi dire che, in realtà, questa è solo una possibilità futura?!
A questo punto, abbiamo chiesto la possibilità di rimandare la discussione alla prossima riunione, avendo così modo e tempo per valutare anche i costi che tale rinnovamento ha per l’Ordine, ma la risposta, neanche a dirlo, è stata negativa. Motivazione? Non è mai stato necessario, secondo la maggioranza, presentare una previsione di spesa e poi, secondo loro, la delibera così formulata non prevede l’assunzione a breve delle nuove unità.
Al di là delle parole, la sostanza non cambia. La maggioranza, su questioni così delicate come le spese economiche sostenute dall’Ordine e i criteri di attribuzione di incarichi esterni, si presenta in Consiglio con una certa mancanza e parzialità di informazioni, certa che comunque approverà le delibere.
E’ forte la resistenza al cambiamento, quando si teme che questo provochi l’indebolimento del proprio potere.

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