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LE MANI DI "Cultura & Professione" SULL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL LAZIO
di Paola Fenzi e Claudia Montanari

Più di 18 milioni di euro (36 miliardi di vecchie lire) spesi in 10 anni da “Cultura e Professione” (10.000.000,00 nei primi sei anni di mandato e oltre 8.000.0000,00 in questi ultimi quattro anni): la professione langue, il bilancio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio è in rosso. Dove è finita questa montagna di soldi?

Questi i numeri dal bilancio: circa 600.000 euro all’avvocato dell’ordine per consulenze e qualche contenzioso legale solo negli ultimi 4 anni, 130.000 euro per il Manuale di Psicodiagnosi, e poi ancora CD, Zimbardo, Kanheman, un'emorragia di denaro per pagare le parcelle di docenti universitari e amici dell’area di “Cultura e Professione”, per i seminari “gratuiti” che tutte/i noi abbiamo pagato con le nostre quote di iscrizione all’Ordine. E ancora: 125.000,00 euro l’anno di stipendio (più, ovviamente, il gettone di presenza per la partecipazione ai Consigli) per le quattro cariche istituzionali Presidente, Vice-Presidente, Segretario e Tesoriere. Facciamo due conti? 125.000,00 euro x 10 anni = oltre 1 milione di euro finiti nelle tasche di chi ha ricoperto le 4 cariche istituzionali dell’Ordine negli ultimi 10 anni. Stipendi MANAGERIALI, ma dove sono i superprofitti che avrebbero dovuto giustificare tale onerosa (per le tasche degli psicologi laziali) retribuzione? Non ci sono, anzi, oltre il danno anche la beffa, nel 2007 ci hanno spedito un volumetto per spiegarci che, “Lo sapevate?”, la psicologia è una professione che va verso il precariato. Ringraziamo vivamente per il pensiero, ma ne avevamo già avuto vago sentore… siamo, comunque, ancora in attesa della seconda parte del volume, quella intitolata: “Provvedimenti urgenti per uscire dall’atavica crisi della Psicologia italiana”. E per finire, una geniale chicca: il libro che hanno inviato a tutti gli iscritti nel 2005 nel quale c’erano riportate importantissime informazioni fiscali che di lì a qualche mese sarebbero diventate desuete perché sostituite dai nuovi provvedimenti presi con la successiva finanziaria. Tutto materiale gratuito che ovviamente ci è costato decine e decine di migliaia di euro. Dopo questo sperpero di denaro hanno anche avviato con arroganza oltre un centinaio di procedure amministrative nei confronti di quante e quanti, comprensibilmente, non hanno pagato la quota d’iscrizione, non avendone la possibilità economica, non trovando alcun vantaggio dall’iscrizione o non identificandosi più in un’istituzione che pone una distanza siderale tra sé e le persone che dovrebbe rappresentare. Soprattutto la conoscenza della domanda di psicologia e delle potenziali aree di applicazione della disciplina, è paragonabile ad un enorme buco nero. Ed è proprio simile ad un buco nero la voragine che ha ingoiato i nostri soldi: attualmente il Bilancio dell’Ordine è in deficit, MANCANO PERSINO I SOLDI PER ONORARE LE SPESE VIVE! (costi di gestione, stipendi personale, ecc.).

“Cultura & Professione” ha reso l’Ordine una succursale dell’Università proponendo una formazione a senso unico, di carattere strettamente psicodinamico, spendibile solo in ambito clinico e psicoterapeutico: i settori più saturi della psicologia. Dopo 9 anni di formazione, tra università e specializzazione, lo psicologo nella quasi generalità dei casi non ha ancora acquisito competenze fondamentali per l’avvio di un’attività professionale quali la conoscenza delle lingue straniere, dell’informatica, degli aspetti burocratici ed amministrativi per gestire la propria attività o per fondare e/o gestire un’associazione o una cooperativa e partecipare, così, a bandi pubblici per il finanziamento di progetti che prevedano la figura dello psicologo. Nulla è stato fatto negli ultimi 10 anni per promuovere l’immagine dello psicologo e avviare collaborazioni con gli enti pubblici, con i medici di base, con le aziende, con le scuole, ecc. Nessuna strategia è stata implementata per aprire possibilità di lavoro per gli psicologi e consentire alla cittadinanza di usufruire della nostra competenza e del nostro peculiare approccio alla soluzione dei problemi. Intanto la situazione sociale è drammatica: i bambini particolarmente vivaci, vengono indiscriminatamente etichettati come affetti da ADHD dagli insegnanti e vengono inseriti, senza la possibilità di una corretta diagnosi differenziale, in trattamenti farmacologici invasivi; il bullismo e il disagio sociale dilaga; i cittadini meno abbienti non possono permettersi la psicoterapia e si rivolgono ai medici di base i quali li sbolognano prescrivendo psicofarmaci senza la minima diagnosi o effettuare follow-up per valutare gli effetti collaterali o la compliance al trattamento; sui posti di lavoro i rapporti tra colleghi sono sempre più freddi e competitivi con evidenti conseguenze sulla qualità del lavoro. Potremmo continuare ancora a lungo perché c’è tantissimo da fare, eppure non si fa altro che ripetere che gli psicologi sono troppi, che non c’è domanda e che bisogna ripristinare il numero chiuso nelle facoltà. Una logica proibizionista che è l’unica che è capace di dare un Ordine che non sa che pesci prendere per incidere a livello politico-sociale.

Nell’ultimo Notiziario dell’Ordine del Lazio la Presidente Marialori Zaccaria così titola il suo editoriale: “Ecco perché ho deciso di ricandidarmi”. Adesso anche noi lo abbiamo capito ed è per questo che chiediamo a tutti gli psicologi di non votarla: in sei anni di vicepresidenza e quattro di presidenza (in totale ben 10 anni di rappresentanza istituzionale) la “poltronista” Zaccaria e la sua maggioranza “Cultura & Professione” hanno sperperato oltre 18 milioni di euro (36 miliardi di lire) senza risultati tangibili per la professione e per gli psicologi. Insoddisfatti, ne vogliono sperperare altri 10.000.000,00 nei prossimi quattro anni (così potranno stabilire il nuovo record: 28.000.000,00 milioni di euro, pari a 56 miliardi di vecchie lire, in 14 anni). Ricordiamoci di “Cultura & Professione” e del nome di chi oggi più la rappresenta al momento del voto: “Zaccaria, se la conosci la eviti”.

Se la Sipap otterrà la maggioranza dei Consiglieri si impegna a:

1. tagliare immediatamente le indennità delle cariche istituzionali dell’Ordine e contestualmente risanare il Bilancio;

2. investire in corsi di formazione professionalizzanti per gli psicologi;

3. promuovere progetti per la valorizzazione della figura professionale e della mission dello psicologo;

4. avviare ricerche-intervento per rilevare e stimolare la richiesta di consulenze psicologiche da parte di enti pubblici, istituzioni ed aziende;

5. presentare una proposta di legge al Consiglio Regionale del Lazio per la psicoterapia convenzionata;

6. avviare progetti come il “Mese del Benessere Psicologico” per creare rete tra gli psicologi e con i cittadini;

7. lanciare ogni anno una grande campagna stampa per la diffusione della psicologia sul territorio e stimolare la domanda dei cittadini;

8. organizzare gli psicologi sul territorio per agganciare la domanda di psicologia, anche attraverso protocolli di intesa che li mettano in relazione con altre professioni e strutture che lavorano nell’ambito della salute e del benessere (farmacisti, medici di base, centri ambulatoriali, ecc.).