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Le barriere (architettoniche e non solo) verso la professione.
Lettera aperta ai candidati Sipap Lazio alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine del Lazio.

di Lelio Bizzarri

Scrivo questa lettera a voi colleghe e colleghi candidati per la Sipap Lazio alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine del Lazio, che siete i miei più stimati punti di riferimento nel mondo caotico e, diciamocelo, un po’ selvaggio della libera professione psicologica.
Vi scrivo per comunicarvi la profonda amarezza che ho provato nell’avere la triste conferma del fatto che a tutt’oggi la sede del nostro Ordine non è stata dotata di strumenti idonei ad agevolare l’ingresso alle persone che come me non possono deambulare.
Avrei potuto scrivere una lettera polemica di protesta nei confronti della coalizione che ha governato l’Ordine negli ultimi anni, “Cultura e Professione”, ma loro non sono i miei punti di riferimento e a questo punto sarebbe surreale attendersi che qualcosa venga fatto da costoro che non hanno saputo (o voluto) mettere mano ad un aspetto così importante della loro mission.
A voi,che siete la parte più sensibile e vitale della politica professionale, mi rivolgo per sottolineare che combattere forme simili di discriminazione è parte integrante della mission degli psicologi nella quale si persegue il benessere psicologico e relazionale delle persone. Credo sia evidente a tutti che non possa esserci benessere laddove c’è emarginazione eppure questo aspetto viene molto spesso drammaticamente negletto. 
Così come si rimuove o sottovaluta che ci sono tanti e tante colleghe portatori di handicap nella nostra categoria. A costoro, per carità, è riconosciuto nettamente il diritto allo studio: tante sono le agevolazioni che l’Università “La Sapienza” offre agli studenti disabili, almeno negli ultimi anni e, aggiungerei, dopo tante lotte condotte proprio dagli studenti disabili…
Al contrario, il percorso che dalla Laurea porta all’avvio della professione è un vero calvario. Spesso quando si va alla ricerca di una struttura dove svolgere il tirocinio,  gli studenti disabili vengono accolti con stupore ed imbarazzo, in quanto si pensa di trovarsi davanti ad un problema piuttosto che ad una risorsa. Io oggi mi ritengo un privilegiato per aver trovato un tessuto relazionale che mi ha accolto e valorizzato e del quale  mi sento, non senza gratitudine, parte integrante viva, collaborativa e produttiva. Già è proprio questo il nodo cruciale: in Italia esiste ancora il forte pregiudizio che le persone disabili non siano produttive, che non possano dare un contributo di quantità e qualità. In realtà esiste una miriade di soluzioni per ridurre gli effetti invalidanti di una menomazione e mettere così la persona in condizione di lavorare e produrre.

Mi rivolgo a voi care/i colleghe/i per chiedere a tutti noi un impegno, nel caso le prossime elezioni dovessero andare come ci auguriamo,  ad implementare delle politiche per mettere i colleghi portatori di  handicap nelle condizioni di dimostrare il loro valore e offrire la loro professionalità al alla comunità laziale. Vorrei che lo spirito di accoglienza e di valorizzazione delle diversità che, come ho avuto modo di sperimentare su me stesso, anima la Sipap del Lazio, si concretizzi in un’azione mirata a combattere ogni forma di discriminazione all’interno della nostra professione e che diventi un esempio per la nostra società.

Con sincero affetto e stima, Lelio Bizzarri candidato Sipap Lazio alle Elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.