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L’Etat c’est moi: Marialori Zaccaria come Luigi XIV
di Lelio Bizzarri - Consigliere Ordine Psicologi Lazio

Eccoci ancora qui, gentili colleghe/i, nostro malgrado, a raccontarvi un altro Consiglio, l’ennesimo, fortemente penalizzato dai personalismi della nostra “cara” Presidente (cara nel senso che ci costano molto care - centinaia di migliaia di euro - le sue decisioni). Ci troviamo a raccontarvi di un Presidente stanco e insofferente di fronte alle necessita’ imposte da un’oculata gestione dei fondi dell’Ordine e che impone al suo Consiglio un O.d.G. composto di ben 23 punti (!). Auspica che essi vengano votati senza essere discussi, sognando di ridurre l’opposizione, cosi’ come ha gia’ fatto con i Consiglieri della propria coalizione, alla stregua di tanti cagnolini di Pavlov ammaestrati ad alzare la manina (anzi la zampetta) quando sentono la parola “A favore”.

Ecco quindi a voi il resoconto che la Maggioranza di Consiglio, “Cultura&Professione”, non vorrebbe farvi mai leggere.

Parere pro veritate o parere ad hoc?

L’antefatto: nella scorsa seduta il Consiglio doveva deliberare in merito al rinnovo delle consulenze da affidare ad esperti non facenti parte dell’organigramma dell’Ordine. Rammentiamo che, come abbiamo descritto in un nostro precedente articolo, nello scorso mandato la maggioranza di Consiglio aveva fatto un utilizzo spropositato del ricorso a consulenze esterne arrivando a spendere oltre 500 mila euro in quattro anni solo per le consulenze legali. Allo scandalo della cifra si aggiunge il fatto, altrettanto deprecabile, che questi soldi sono stati stanziati  facendo ricorso ad assegnazione diretta, ad un professionista di fiducia del Presidente Zaccaria, senza prendere in considerazione altre proposte economiche, magari piu’ vantaggiose.

Come ricorderete, all’Ordine del Giorno della seduta del 1° marzo era previsto il rinnovo di alcuni degli incarichi assegnati nello scorso mandato agli stessi professionisti e alle stesse condizioni. Questo proposito aveva incontrato l’opposizione  dei Consiglieri Sipap, i quali avevano chiesto e ottenuto lo stralcio di questo punto dell’O.d.G. al fine di proporre nella seduta successiva un gruppo di lavoro per redigere un regolamento che stabilisse regole chiare e trasparenti in merito all’assegnazione di questi incarichi di consulenze e di tutti gli altri servizi appaltati all’esterno.

Di tutta risposta il Presidente Zaccaria, al fine di immunizzarsi dal virus della Democrazia, ha chiesto un parere pro veritate ad un insigne giurista. Queste in sintesi le conclusioni scritte sul parere:  

  1. Le consulenze che indirizzano l’amministrazione attiva dell’Ordine devono essere assegnate in base ad un regolamento generale che deve essere redatto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi; per completezza di informazione comunichiamo che questo regolamento non e’ mai (non si sa perche’) stato redatto.
  2. In attesa della compilazione di questo regolamento, secondo il parere dell’illustre giurista, possono essere riconfermate le “consulenze in atto” e sottolineiamo in atto; il problema e’ che le delibere con le quali sono stati assegnati gli incarichi sono scadute al 31/12/2009, la prima domanda che ci poniamo e’ quindi: puo’ essere considerata in atto una consulenza il cui mandato e’ gia’ scaduto?
  3. Inoltre, tali assegnazioni per via diretta e fiduciaria possono essere fatte in casi di straordinaria necessita’ ed emergenza e devono avere sempre un carattere di temporaneita’; e allora  ci domandiamo: puo’ essere ritenuto temporaneo un provvedimento che e’ gia’ in vigore da 4 anni e che viene prorogato per un ulteriore anno? Puo’ essere considerato temporaneo un provvedimento che ha validita’ di 5 anni?

 Fin qui l’antefatto e le domande che ci siamo posti noi Consiglieri Sipap e che abbiamo rivolto al Consiglio.

Ma il Presidente Zaccaria, esterrefatto e infastidito, dalle questioni che abbiamo posto, determinata a far passare la delibera redatta dal suo ufficio, ha deciso di chiamare al telefono l’illustre giurista autore del parere, affinche’ chiarisse (o forse sarebbe meglio dire, rettificasse) il parere pro veritate scritto, con un parere ad hoc verbale. Ed e’ qui che magicamente viene sovvertita la saggezza degli antichi che dicevano “verba volant scripta manent”: nel nostro Consiglio vige la regola “scripta volant verba manent!” Al termine della telefonata la Zaccaria congedava l’illustre giurista ringraziandolo e auspicando che in futuro divenisse uno dei consulenti dell’Ordine.

Ma queste sono solo questioni di forma. La sostanza e’ che il Consiglio, con 8 voti a favore (7 componenti di Cultura & Professione + il consigliere di Altra Psicologia), e 4 voti contrari dei Consiglieri Sipap, ha approvato la delibera “Pianificazione esigenze dell’Ente in merito ad attivazione consulenze e affidamento Servizi”, atto prodromico allo stanziamento dell’ennesima ingente  somma di denaro (circa 130.000,00 euro), cosi’ suddivisa: 67.500 euro + IVA per il consulente legale, 20 mila circa per quello contabile, 20 mila euro per il responsabile dell’ufficio stampa e, infine, 10 mila euro per il consulente esterno della Commissione Deontologica. A queste cifre si aggiungeranno successivamente i 51 mila euro per il contratto triennale con Poste Italiane per la fornitura del servizio di Posta Elettronica Certificata, senza prendere in considerazione la proposta concorrenziale di Aruba Pec S.p.A., e i 20 mila di cui il Presidente Zaccaria potra’ disporre autonomamente dal Consiglio per le spese correnti.

 
Piccola parentesi per rettificare le dichiarazioni del rappresentante di AltraPsicologia, Piccinini, il quale ha affermato, confusamente e genericamente, che tutta l’opposizione si è astenuta. I consiglieri Sipap hanno votato contro tutte le delibere relative all’assegnazione di incarichi di consulenza, mentre Piccinini ha votato a favore della delibera quadro (come sopra riportato) quella fondamentale, nella quale  si recepiva il parere “telefonico” del consulente legale interpellato dall’Ordine. Nelle delibere successive ha votato contrario nell’assegnazione alla designazione degli incarichi di consulenza legale e consulenza contabile-fiscale e si è astenuto per quanto riguardava, invece, il consulente della Commissione Deontologica e il responsabile dell’Ufficio Stampa. Evidenziando, così, una condotta incongrua ed ambigua che ha tolto le castagne dal fuoco alla maggioranza piuttosto che tutelare gli interessi degli iscritti.  

Per visionare lo stralcio del verbale clicca qui.   

Il tutto  senza prendere in considerazione alcuna possibile alternativa e senza fissare degli obiettivi chiari e operativi ai quali i consulenti devono attenersi alla luce delle loro munifiche retribuzioni. Ad esempio, quali risultati ha ottenuto l’ufficio stampa? e quali si propone per il futuro? L’impressione e’ che fra tutte le categorie professionali quella degli psicologi sia la cenerentola a livello massmediologico. Riteniamo che sia legittimo aspettarsi una maggiore visibilita’ mediatica alla luce di un compenso di 20.000 euro annui.

Infine, il Presidente Zaccaria ha rimandato a una indefinita data di giugno 2010 per l’elaborazione del suddetto regolamento da parte del CNOP, rimuovendo con arroganza l’urgenza di sollecitare tale regolamento presso il Consiglio Nazionale nonche’ lo stato di irregolarita’ nella quale versa il nostro Ordine. 

Dopo il danno la beffa!

Successivamente, mentre i nostri bravi consulenti erano intenti a festeggiare con ostriche e champagne e ringraziavano calorosamente l’O.d.P. del Lazio per la sua generosita’, si e’ passati alla votazione di una delibera con la quale si sarebbe autorizzato l’Ordine ad aderire ad un progetto di intervento psicologico a sostegno della popolazione del Comune di Castel Madama.

Il colmo della situazione e’ che i coordinatori del progetto lavoreranno GRATUITAMENTE. Come a dire: l’Ordine regala soldi a tutte le categorie professionali tranne agli psicologi.  Mentre si restringono sempre di piu’ gli spazi di opportunita’ lavorativa l’Ordine, invece di opporsi a questa tendenza, collude con  la smodata  richiesta di lavoro non retribuito agli psicologi.

Quando l’Ordine decidera’ di intervenire seriamente contro le misure che tagliano le gambe agli psicologi e di rivendicare il posto che compete alla nostra categoria professionale nell’amministrazioni pubbliche, nella sanita’ e nel terzo settore?

Regolamento ad personam

La Presidente Zaccaria fa un uso privatistico del regolamento dell’Ordine, quando si sente messa in discussione o quando sente che la sua autorita’ diventa precaria. Censura i Consiglieri di Opposizione, impone l’interruzione del dibattito e la messa ai voti delle delibere, decreta il numero di componenti della Commissione Deontologica e del Comitato di Redazione.

Il regolamento all’art. 30 stabilisce che le Commissioni possono essere  composte da un minimo di 3 ed un massimo di 7 componenti, eppure nell’ultima seduta di Consiglio e’ stato imposto di votare una Commissione Deontologica composta da 5 elementi. Allo stesso modo l’art. 33 stabilisce che il Comitato di Redazione e’ composto, su proposta del Direttore Responsabile (che manco a dirlo e’ sempre Marialori Zaccaria), da un minimo di 3 ad un massimo di 5 membri. Ancora una volta e’ stato imposto al Consiglio di votare un Comitato di Redazione costituito da 3 elementi di cui 2 ovviamente presi da Cultura&Professione.

Un bagno di umilta’

Il Presidente Zaccaria legittima questo piglio autoritario facendosi forte dei voti con i quali ha vinto. Vorremmo pero’ ricordare che alle ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine il “partito dell’astensione” ha stracciato tutte le liste, arrivando a sestuplicare il numero di tutti coloro che si sono recati alle urne. Questo dovrebbe bastare a portare la nostra “cara” Presidente a fare un bagno di umilta’ e tutti i consiglieri di maggioranza a rivedere l’alta considerazione che hanno del proprio operato nel precedente mandato.

Un cambio di rotta e di passo

Non c’e’ soluzione di continuita’ tra la politica attuata negli ultimi 4 anni da Cultura&Professione e gli intenti per il nuovo mandato. Non sono ravvisabili segnali che facciano sperare che si intraprenda una politica di promozione e visibilita’ della professione. E’ un Ordine ripiegato sulle sue vicende interne che continua a distogliere lo sguardo dai problemi sociali e del mondo del lavoro, incapace di acquisire autorevolezza nei confronti delle amministrazioni pubbliche ne’ connessioni stabili con i mass-media.
E’ quindi auspicabile che accanto ad una politica di trasparenza e oculatezza si affianchi un progetto di proiezione all’esterno che darebbe finalmente motivo di esistere ad un Ordine che altrimenti rimarra’ una monade burocratica, dispendiosa e persecutoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

                       

 


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